La tradizione
Il pane jermano è il termine dialettale con il quale si indica la segale. La storia di questo pane è una storia di lunghe ore di lavoro. Di pazienza, attesa e di sveglie all’alba. La caratteristica principale è, infatti, una lunga lievitazione naturale. È un pane preparato con uno dei cereali più antichi, utilizzato già nel periodo greco e romano. In passato veniva considerato un piatto povero, che appariva sulla tavola delle famiglie meno abbienti. Oggi il pane di segale è un pane ricercato, grazie alle infinite proprietà. È infatti un pane ricco di fibre e utile per tenere a bada colesterolo e diabete per il basso contenuto glicemico. Per fare il pane di segale, la farina deve essere mischiata con farina integrale o farina tipo 1 di grano, affinché venga un buon prodotto
Olive ripiene
La tradizione
Le olive ripiene sono un piatto tipico del messinese, ma sono diffuse anche in Calabria, specialmente nella provincia di Reggio Calabria. Anche questo è un piatto povero e che ha origini antiche. Preparato con cura dalle nostre nonne, la tradizione vuole che sia consumato come antipasto sfizioso.
Braciole nel sugo
La tradizione
Questo è il piatto che rientra nella tradizione della domenica calabrese. Oltretutto, con il sugo dei braciuluni si può preparare un primo piatto. Le nostre nonne ci facevano i maccheroni. In abbinamento ai braciuluni si possono preparare delle patate, che possono essere cotte nel sugo o un’insalata mista.
La preparazione del ripieno varia di città in città, di famiglia in famiglia. In questa ricetta vi facciamo provare due versioni: una con ripieno di prosciutto, pangrattato, uova sode e provola; una seconda con frittata, formaggio filante tagliato a fette e prosciutto.
Maccheroni fatti al ferretto con sugo delle braciole
La tradizione
Se c’è una tradizione ancora viva nei paesi calabresi, soprattutto in quelli abbarbicati nell’entroterra della regione, è quella dei maccarruni.
È la ricetta della domenica e dei giorni di festa. Il piatto della famiglia per antonomasia, quello che unisce da sempre tutti e che sigilla i legami. Andare a sbirciare il sugo che borbotta, inzupparci dentro un pezzo di pane di grano, assaggiare la pasta cruda, sono piccoli riti presenti ancora in molte case calabresi.
Una delle ricette più antiche del territorio che ha nomi diversi, a seconda delle zone. La pasta nel reggino viene chiamata maccarruni, fileja nel vibonese e catanzarese, maccarruni cu ferrettu nel cosentino.
In questa ricetta ve li facciamo provare con il sugo delle braciole, ma in Calabria vengono preparate anche con il ragù e con il sugo della carne di maiale.
Agnello con patate e carciofi al forno
La tradizione
Questo secondo piatto è preparato nella zona di Catanzaro durante il periodo pasquale. Una ricetta che da tradizione viene cotta in tegami di terracotta, adatti ad essere infornati, che vengono detti tiani. È un piatto che rievoca tradizioni antiche, proprio per i tegami di coccio in cui viene cotto.
I cudduraci
La tradizione
Questa ricetta è un dolce tradizionale che viene preparato durante il periodo di Pasqua. Nel catanzarese viene chiamato cuzzupa, nel reggino cuddurraci. Di città in città cambia qualche ingrediente o c’è qualche variazione nel procedimento, ma si tratta più o meno della stessa ricetta.
In passato quando una figlia era fidanzata, la tradizione voleva che a Pasqua la famiglia regalasse al futuro genero questo dolce di pasta frolla, fatto a forma di cuore con le uova decorative che venivano consumate il giorno di Pasqua a mezzogiorno. Nelle famiglie più ricche si arrivava anche a 101 uova.
Frittelle di fiori di zucca
La tradizione
Le frittelle sono uno dei piatti della cucina calabrese cui è impossibile rinunciare.
Si possono fare con svariati ortaggi, ma quelle tipiche vengono preparate con i fiori di zucca (frittelli i sciurilli). Le frittelle sono il preludio dell’estate. Gustare la prima frittella di fiori è un po’ come dare il benvenuto alla stagione più desiderata e ricevere un mazzo di sciurilli per qualcuno è molto più di un fascio di rose rosse. La vera sfida risiede nel riuscire a non rubarne nessuna dal piatto prima di sedersi a tavola. Provateci!
Polpette con piselli, fave fresche e pancetta
La tradizione
Le fave sono un tipico legume primaverile, gli unici tra i legumi, a poter essere consumati crudi. Con l’arrivo della bella stagione le fave tornano sulle nostre tavole e danno un tocco di freschezza alle nostre ricette. Quello che vi propongo qui è un piatto sfizioso, da gustare in primavera: le polpette con piselli, fave fresche e pancetta.
Paste di mandorla
La tradizione
Le origini di questa ricetta risalgono al III secolo a.C, quando gli Arabi la introdussero in Sicilia, nella sua versione antica con mandorle tritate, spezie e miele. In epoca più moderna venne riadattata dai monaci e dalle suore del convento della Martorana a Palermo, già specializzati nella preparazione di altri dolci, sempre a base di farina di mandorla.
Successivamente questa ricetta ha oltrepassato lo stretto di Messina ed è approdata a Reggio Calabria e provincia, conquistando il palato di tutti i calabresi. Inizialmente, a causa dell’alto costo delle materie prime, questi dolci venivano preparati solo durante le grandi occasioni come matrimoni e nascite. Oggi fanno compagnia ai biscotti da thè e sono considerati tra i biscotti più prelibati della pasticceria calabrese.
Pasta con zucchine fritte
La tradizione
Le zucchine sono ortaggi reperibili tutto l’anno, ma se volete seguire la stagionalità, il periodo primaverile ed estivo sono quelli più adatti per gustare ricette a base di queste gustosissime verdure. Saranno più saporite, più economiche e non inzuppate di acqua.









